Un consiglio:guardate una trasmissione di Maria de Filippi. E qui non si tratta di intellettualizzare i propri misfatti ma di osservare una realtà. Che poi tutto le visioni siano volontarie, siamo d'accordo. Che una credenza nasca da un bisogno, ok. Ma la sua genesi in fondo, che ci dice della sua verità?Poi notate bene:ho visto un libro l'altro giorno che si intitola Sincerità o qualcosa del genere, L'ha scritto un certo Tagliapietra. Che per lo meno nell'inestazione si chiama filosofo. Anche Severino scrive libri che hanno titoli tipo "la buona fede".Poi magari dice tante cazzate, ma in fondo se uno parte da un'esperienza è difficile che proprio appaia del tutto ridicolo. Almeno, sa di cosa parla e non dovrà un giorno rinnegarsi anche se si troverà molto antipatico.
In una puntata di uomini e donne viene pronunciata almeno 30 volte la parola "Falsa" e similari. "Lei è falsa,lui è falso, Tizio è qui solo per farsi vedere, non è vero, è tutto programmato, lei lo fa apposta, è una stratega, lo sta ingannando, la prende in giro,è un'attrice. Non ti credo." Allora:mi pare interessante (oggi come oggi, magari untempo mi sarebbe parso molto noioso)notare prima di tutto che queste persone non hanno visitato il blog di Nicoletta e non hanno mai visto Den Harrow nè letto libri (ma quello è il meno, anche se certo lo dico perchè leggere mi fa fatica...ma chi può distinguere la pigrizia dell'inetto dall'attesa del genio??e a chi pensa che sia un'affermazione autoironica,dico che si sbaglia. Anche adesso. Anche adesso.)si sociologia psicologia e comunicazione (che io non ho letto) saprebbero che di fronte a qualcuno chiunque teatralizza la propria personalità, specie se la deve dimostrare e ha l'ansia di farlo.
Ma la cosa ben più agghiacciante è che per una strana dinamica socio culturale che si chiama "inevitabile perdita di contenuto dei concetti un tempo intelligenti" la regola del sospetto è diventata una specie di nuovo dogma, il dogma del riscatto del libero pensatore che più pensa di essere libero e più è vittima dei suoi stessi pregiudizi. Un pò come quelli che cercano sempre di essere felici e perdono pezzi per strada. Prerchè dico, perchè la malizia è necessariamnete un passo avanti nell'indagine del reale? Perchè se uno arriva a relativizzare tutto si sente bello tronfio, grasso e pronto al macello, intelligente oserei dire, maturo? Ma chi l'ha detto, cribbio? Mi sa questa della solita semplificazione di comodo per poter guardare tutti a testa alta. Oppure che pena, davvero la gente ha bisogno di parole che non possiede. Ma non sa di averne bisogno. Che balbettio informe, che scontro continuo,che violenza inaudita.
Paradosso del giorno: lo spettacolo è il luogo dell'apparenza, l'ultima preoccupazione dovrebbe essere la verità,piuttosto chiediamo la verosimiglianza. A volte, proprio quando più fingiamo, ci dimostriamo per quello che siamo. O vogliamo pensare che chi appare peggiore sia anche il più sincero e farci così complici dell'ipocrisia che detestiamo?