venerdì, 27 ottobre 2006
domenica, 15 ottobre 2006

Perchè condannarvi alla rassegnazione del luogo comune?Di cosa avete paura?Forse del fatto che ogni cosa che un giorno appare sensata è la banalità del giorno dopo?Forse perchè per Beccaria le passioni di oggi saranno la morale di domani!?ma perdinci, lo sappiamo!Ogni cosa ha valore nell'istante in cui ci credi...per il percorso che ti ci porta. Che cos'è poi una banalità se non un risultato assimilato e non conseguito?Non è una buona ragione questa per rassegnarsi alla mediocrità..ah, detesto chi si fa scudo della saggezza per assecondare le proprie pigrizie e passioni!Detesto, anzi no, sono insofferente di fronte a chi relativizza ogni valore per meglio assecondare le proprie inclinazioni. Meglio l'ignoranza sana che l'intelligenza ipocrita...O temete forse di non avere strumenti sufficienti?Siete impauriti o comodamente seduti? Pensate bene: se un pensiero è sempre strumentale a un modo d'essere, ogni stato d'animo nasconde sempre un pensiero.

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venerdì, 27 ottobre 2006
domenica, 15 ottobre 2006
Io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare

 Macchè intuito, macchè divina provvidenza...non ci sono nuvolette rosa nè baci sotto la pioggia. Non ci sono facce interessanti, non c'è empatia. Si educa solo chi ha bisogno di imparare, chi ha bisogno di imparare non si educa perchè sa già cosa vuole pensare. Si capisce solo quello che già sappiamo, costruiamo scienza sui pregiudizi, scienza sui limiti che sono anche le  sue condizioni. Qualcuno chiama questa consapevolezza unico possibile progresso oltre se stessi. Io dico:per farne che?

Elogio dell'ignoranza. Elogio della sorpresa, delle corrispondenze, delle credenze irrazionali, del sentire che ben si nasconde dietro il pensare.Se davvero c'è un pensiero dietro quello che sentiamo come ci siamo noi dietro i nostri pensieri c'è forse ancora speranza. O forse solo con l'incoscienza si procede e si vive. Cinismo?Si, ma sofferente...ah se si soffre. L'autoironia non è che un'imitazione sbiadita della stessa cosa. Cosa è terribile?Che poi uno fa un viaggio  e crede di star bene. Terribile e meraviglioso tornare a meravigliarsi quando hai saturato l'autoanalisi, tornare a sentire senza pensare. Eppure per un po' non lo sai, pensi davvero che abbia senso, che tutto sia importante..che cosa diverso da prima?solo una prospettiva sul mondo e su di te. Anzi:niente più prospettiva su di te. Solo sul mondo. Poi tornerà anche di ripiegarsi si fronte a uno specchio. Ma ora non è tempo...o magari non tornerà mai. Che vita felice quella fuori di è.

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categoria:provocazione
venerdì, 27 ottobre 2006
domenica, 15 ottobre 2006
Paradossi

Per mantenere l'orgoglio si finisce per perdere la dignità.

Ogni pensiero nasconde un sentimento, ogni convinzione un pregiudizio/ogni emozione cela un pensiero. Un pensiero mutato può trasformare uno stato d'animo.

Delegare il valore di se stessi a una presenza estranea. Distinguersi con l'identificazione. Mostrarsi vivendo nell'ombra altrui. Esistenza come dimostrazione,spettacolo. Essere solo come apparire. Quello che dimostri è parte della tua essenza. La tua coscienza non è altro che l'idea che di te ha il mondo e l'importanza che ti conferisce ciò o chi per te ha valore. La vita delegata eppure l'ansia di vivere. Dialettica senza sintesi. 

Poter essere te stesso solo distruggendosi. Distruggere te e insieme tutti coloro per i quali hai vissuto. Farsi vedere a tutti scomparendo per sempre. Negarsi per imporsi.Che delirio è questo, che violenza?Che vita è quella costruita su un palco di prova? Cosa hai voluto dirci...come potevamo evitarlo,noi...e tu?h

Si vive ponendo periodicamente attenzione a cose diverse. Non sempre si fa nel momento giusto. A volte non basta neppure l'interesse, a volte neppure l'affetto. A volte non ci sono accanto le persone giuste, punto. Certe cose non si imparano, non si imapra a usare la parola più giusta, non si impara a capirsi, non si impone l'amicizia, non si insegna l'empatia. Per questo nessuno dovrebbe temere così tanto di essere solo.Perchè lo sono tutti.

Forse non è possibile aiutare chi non vuole. Ma è l'unico caso in cui è necessario farlo.

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venerdì, 27 ottobre 2006
domenica, 15 ottobre 2006
sincerità

Un consiglio:guardate una trasmissione di Maria de Filippi. E qui non si tratta di intellettualizzare i propri misfatti ma di osservare una realtà. Che poi tutto le visioni siano volontarie, siamo d'accordo. Che una credenza nasca da un bisogno, ok. Ma la sua genesi in fondo, che ci dice della sua verità?Poi notate bene:ho visto un libro l'altro giorno che si intitola Sincerità o qualcosa del genere, L'ha scritto un certo Tagliapietra. Che per lo meno nell'inestazione si chiama filosofo. Anche Severino scrive libri che hanno titoli tipo "la buona fede".Poi magari dice tante cazzate, ma in fondo se uno parte da un'esperienza è difficile che proprio appaia del tutto ridicolo. Almeno, sa di cosa parla e non dovrà un giorno rinnegarsi anche se si troverà molto antipatico.

In una puntata di uomini e donne viene pronunciata almeno 30 volte la parola "Falsa" e similari. "Lei è falsa,lui è falso, Tizio è qui solo per farsi vedere, non è vero, è tutto programmato, lei lo fa apposta, è una stratega, lo sta ingannando, la prende in giro,è un'attrice. Non ti credo." Allora:mi pare interessante (oggi come oggi, magari untempo mi sarebbe parso molto noioso)notare prima di tutto che queste persone non hanno visitato il blog di Nicoletta e non hanno mai visto Den Harrow nè letto libri (ma quello è il meno, anche se certo lo dico perchè leggere mi fa fatica...ma chi può distinguere la pigrizia dell'inetto dall'attesa del genio??e a chi pensa che sia un'affermazione autoironica,dico che si sbaglia. Anche adesso. Anche adesso.)si sociologia psicologia e comunicazione (che io non ho letto) saprebbero che di fronte a qualcuno chiunque teatralizza la propria personalità, specie se la deve dimostrare e ha l'ansia di farlo.

Ma la cosa ben più agghiacciante è che per una strana dinamica socio culturale che si chiama "inevitabile perdita di contenuto dei concetti un tempo intelligenti" la regola del sospetto è diventata una specie di nuovo dogma, il dogma del riscatto del libero pensatore che più pensa di essere libero e più è vittima dei suoi stessi pregiudizi. Un pò come quelli che cercano sempre di essere felici e perdono pezzi per strada. Prerchè dico, perchè la malizia è necessariamnete un passo avanti nell'indagine del reale? Perchè se uno arriva a relativizzare tutto si sente bello tronfio, grasso e pronto al macello, intelligente oserei dire, maturo? Ma chi l'ha detto, cribbio? Mi sa questa della solita semplificazione di comodo per poter guardare tutti a testa alta. Oppure che pena, davvero la gente ha bisogno di parole che non possiede. Ma non sa di averne bisogno. Che balbettio informe, che scontro continuo,che violenza inaudita.

Paradosso del giorno: lo spettacolo è il luogo dell'apparenza, l'ultima preoccupazione dovrebbe essere la verità,piuttosto chiediamo la verosimiglianza. A volte, proprio quando più fingiamo, ci dimostriamo per quello che siamo. O vogliamo pensare che chi appare peggiore sia anche il più sincero e farci così complici dell'ipocrisia che detestiamo?

 

postato da: AlicecilA alle ore 21:27 | Permalink | commenti
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venerdì, 27 ottobre 2006
domenica, 15 ottobre 2006
Morale

Cosa conta per la moralità dell'intenzione?il motivo per cui credo di fare l'azione o quello per cui la faccio?

Cosa conta per la morale consequenzialista?Le conseguenze che ho calcolato o quelle che potevo conoscere?

Troppo complicato.

postato da: AlicecilA alle ore 21:27 | Permalink | commenti
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venerdì, 27 ottobre 2006
domenica, 15 ottobre 2006

Ogni cosa ha il suo tempo

ma il tempo la possiede

Il mito ne è fuori:

disprezza il presente, onora il passato

illude il futuro.

Divisi in due mondi

si sceglie la vita.

Ciò che ci svuota

è ciò che solo ci sostiene.

postato da: AlicecilA alle ore 21:28 | Permalink | commenti
categoria:paradossi
venerdì, 27 ottobre 2006
domenica, 15 ottobre 2006
Manifesto
Nell'universo dell'accessibile si è esaurito lo spazio per la meraviglia. Rivendichiamo il diritto a illuderci della libertà.
postato da: AlicecilA alle ore 21:29 | Permalink | commenti
categoria:provocazione
venerdì, 27 ottobre 2006
lunedì, 16 ottobre 2006
SILENZIO
Eppure c'è, quel qualcosa che oltre ogni parola, oltre auel che vedi, oltre gli scontri e le ragioni, anche intessuto tra mille formalità, mille gesti di circostanza, anche in mezzo al doveroso apparire è il punto fermo, la sostanza inespressa, quella che emerge da un grande dolore, quel senso di condivisione, di tragica vicinanza, la paura forse di perdersi, di non sapersi ascoltare o capire mai abbastanza, la paura che tutto questo sia un'illusione, la consapevolezza che tutti abbiamo bisogno di non pensarlo. Goffi tentativi di stringersi, di ricordare e dimenticare  quello che più si addice. Perchè così dev'essere. Non chiamatela ipocrisia, formalità. è solo verità che emerge da piccoli gesti, da pianti spontanei, da lunghi silenzi in mezzo a tanto rumore. Non perchè ce ne è bisogno, anzi, proprio perchè ce ne è bisogno si impara a vederla. Anche sapendo che dura un attimo, ma per un attimo si fa vedere. E se fosse davvero solo illusione?Fosse solo il tentativo di tenere fermo qualcosa , questo tentativo solo ci fa davvero eterni e vicini:il resto è assurdo. Solo assurdo. Squillano cellulari, risuonano chiacchere, baci, saluti. Niente più poesia, niente occhi da leggere, sguardi contriti e rabbiosi, bocche tremanti, mani gelate. Rapidi si susseguono gli eventi e gli stati d'animo. Ma chi può dire che non abbiano avuto valore? la verità...che inutile preoccupazione...
postato da: AlicecilA alle ore 21:29 | Permalink | commenti
categoria:paradossi, vita sentita
venerdì, 27 ottobre 2006
lunedì, 16 ottobre 2006

Ma è Napoleone che ha scelto le Moltitudini o sono le Moltitudini ad aver scelto Napoleone?

Napoleone in "Io e Napoleone", Paolo Virzì 2006

postato da: AlicecilA alle ore 21:30 | Permalink | commenti
categoria:paradossi, cito&scrivo
venerdì, 27 ottobre 2006
lunedì, 16 ottobre 2006
The Blower's Daughter

...And so it is
just like you said it would be
life goes easy on me
most of the time
and so it is
the shorter story
no love no glory
no hero in her skies
i can't take my eyes off of you
and so it is
just like you said it should be
we'll both forget the breeze
most of the time
and so it is
the colder water
the blower's daughter
the pupil in denial
i can't take my eyes off of you
did I say that I loathe you?
did I say that I want to
leave it all behind?
i can't take my mind off of you
my mind
'til I find somebody new...

Damien Rice

postato da: AlicecilA alle ore 21:31 | Permalink | commenti
categoria:cito&scrivo